martedì, dicembre 27

Memorie Passate

Ho sempre immaginato di stupirti
l’ho sempre finita col tradirti
 
Donna, bambina...
sognavo di sorprenderti!
sognavo...
quanto ho sognato,

straparlato...
strafatto...
 
Sono stato?
...bugiardo?
...giocoliere?
...baro?
 
tastavo...
cercavo...
toccavo...
giocavo...
...e chi lo sà!
lo sapremo mai?
 
...ma dai!
 
...diceva Guccini...
“Sono vecchio di orgoglio
mi commuove il tuo seno...
ma di questa parola
io quasi mi vergogno..”

e di tante parole mi vergogno
e di tante cose mi vergogno...
 
Non so dove sto andando
...ma so da dove vengo
 
Spengo 
Trattengo
Fingo
Dormo...
tanto!
 
Chi sono? 
Lo saprò mai?
Per ora so chi sono stato
e dove ho sbagliato?
 
Forse...

... e mi basta

per ora.
 
Scusa






domenica, dicembre 18

Stasera...

Raccatto ricordi,
sordi
muti
ciechi
Piccoli ricordi
dispersi

...persi
 
Mentre ricompongo
tutti gli attimi
sparsi... stasera
attimi dolci
stasera... 

Attimi
Leggeri
Allegri
Veri
Forti
Morbidi
 
Fettuccine di verde...
Il rosso qua e la
Il blu dipingeva i profili,
mentre il giallo oro si è nascosto
fra le ultime righe del mio discorso
 
Ho corso?

ho trascorso
ho rincorso

Ho perso?

non ho perso
 
Ho raccolto i tuoi sorrisi
fra piccole lacrime
ormai non più tue
 
Ho accolto il tuo sorriso
fra le mie labbra
nei miei sogni
fra le mie braccia

...su di me.

Hai accolto i miei sogni
sulle tue labbra
nei tuoi sogni
fra le tue braccia

...su di te.

 



giovedì, dicembre 15

Io

Estendo i bordi
dell'infinito...
li allungo

incessantemente

mentre loro,

inermi,

mi guardano
con occhi stupiti.

Artefice di questo assurdo gioco
spio
dal ponte
sulla collina
le ombre
impossibili
che i miei
stupidi
falsi
alibi
hanno tracciato sulle tue
splendide gambe.

Trampoiliere ubriaco
trafitto da
orgoglio
vergogna
barcollo
sui bordi rigidi
di generazioni
di menestrelli
bari
giullari
cartari
e buffoni...

mentre aspetto
paziente
che sorga
nuovamente
il sole...

e aspetto, paziente

ora che ho capito,
che non avevo capito niente...

mentre vagavo fra la gente
infinitamente
lentamente
velocemente
stupidamente
scordavo
chi fossi io
veramente...

riprendo a giocare
lentamente
diligentemente
attentamente
volutamente
adesso

IO!



lunedì, dicembre 5

Solo Per Te

Hai lasciato un tuo sorriso
fra le lenzuola,
questa sera...
l'hai lasciato lì
in quell'angolino
fra le lenzuola
ed il cuscino...
dolce piccolo sorriso
che risplende sul tuo viso
mentre lentamente ti avvicini
mentre dolcemente tu mi guardi

ho appoggiato un bacio
questa sera
su quel tuo piccolo sorriso
abbandonato lì
in quell'istante

piccola bottiglia
nell'oceano
della vita

...quando hai capito di essere importante
...quando ho capito di essere importante

l'hai poggiato delicatamente
dolcemente
...come per non far rumore
ma per sbaglio
l'hai poggiato sul mio cuore

l'ho sentito
questa sera

un soffio sul mio viso...

l'ho sentito,
...questa sera

stasera...

le ore son passate...
...scivolate
accarezzate
gocciolate
...dolcemente
andate via

regalami un' altro sorriso
...domani

per favore...
il tempo non esiste
per chi ha ancora voglia di sognare...


 come noi due...






sabato, novembre 26

Blu

Sto giocando a nascondino
con me stesso...
adesso,
mentre camminando attento
distraggo il vento
con un sospiro lento

profumo di lacrime
e sorrisi

carezze leggere
di ieri,
di domani

nulla adesso

solo tenaci passi
...incerti
ma attenti
lenti
e costanti

andando avanti
non si può tornare indietro
più,
mai più

verde
bianco
rosso
blu

vado a cercarmi

per non ritornare più

blu,
nel blu
sempre più blu...




martedì, novembre 22

Pazzo

mi vendo
e pretendo

fingendo
e mentendo

lusingo
e ammalio

ma non cedo di un passo
il vero me stesso

nascosto nel fosso

mi inganno
e ti inganno

da vero tiranno

rapisco i sorrisi
dolci sui visi

rapisco carezze
baci
e dolcezze

... e le baratto
con false certezze

pazzo
impazzito
da me stesso
tradito
ingannato
barattato
per un sorriso
mai dato







venerdì, novembre 18

Lei

un abisso profondo
fra Lei
e la mia Lei
mi confondo
e affondo
capisco
e sparisco
rapito da sogni
fatti da sveglio
meglio
l'artiglio
che stacca
il presente
ad un candore
raccapricciante
















giovedì, novembre 10

I wish

non ho bisogno di nessuno, mi affermo da solo!
l'affermazione di me stesso avviene attraverso me, e non attraverso gli altri.
ho bisogno di dedizione per affermare me stesso, devo portare fuori tutto.
devo allontanarmi da chi mi impedisce di crescere, dandomi false certezze che alimentano le mie incertezze.
mi destabilizza, mi indebolisce, mi blocca
mi nutro della sua instabilità
sto barando: cerco la donna ideale là dove non posso trovarla
inseguo un ideale irraggiungibile, so di non poterlo trovare e allora mi circondo di falsi bersagli.
la noia mi devasta
i gatti puzzano
i miei sogni urlano
le sfere brillano di rabbia
conservo il rancore perché voglio essere ammirato
buio nei ricordi
nuvole azzurre
pagliuzze colorate indorano le mie sciocchezze
ho capito che mi sono tradito
voglio un uovo che mi contenga
per poi romperlo
e fuggire via
voglio bugie
da smascherare
voglio sogni mai fatti
voglio essere deluso
per lamentarmi
voglio una parola
che mi faccia:
ridere
piangere
sognare
dimenticare
volare
tradire me stesso
bollicine
piccoline
dolci
molto amare
rare
folte
sorte, nefasta
non esiste
esistono i camminatori
come me
passi lunghi e ben decisi
recisi?
da me stesso...
fesso
battibecchi?
quanto sono inca**ato?
non lo so...
tanto
di tanto in tanto
ho pianto?
soltanto...
non lo so
non mi ricordo
sordo?
non volevo sentire
gioire...
mai!
pulire?
cio che posso
il resto?
nel fosso!
non posso?
che sò...
lo farò
domani mattina...
daniela o gina
carla o martina
sonia o renata
manuela o grazia
marcella o chiara
o...
sarò
domattina

venerdì, ottobre 21

Ritratti

Ritratti sottili
Angoli puerili

Gocciolano leggere
Lacrime non vere
 
Stanche
Esauste
Sfinite
 
Storie ormai trite
 
Rughe solitarie
Inseguono profili incerti
Pronte a nascondersi al minimo sguardo
 
Zolle arse dal vento
Si aprono giulive
Alle piogge
Non più feconde
Assorbono
Avare
Senza dare
 
Triste verde
 
Spento
 
Lento
 
Molle agonia
Breve fantasia
...Ormai tenue
 
Ricordi lenti
Stolti
Macchiati dai sogni
Sbriciolati
Su tovaglie della domenica....
Belle, ma ormai logore
Stanche di mille discorsi fatti
 
Matti,
 
Tutti matti
 
ciao



lunedì, ottobre 10

Denso Mare Nero

Volano carte
Tintinnano anelli
Pendono collane
Bruciano incensi

Mentre il tempo corre leggero
Dentro a quel…

Denso
Mare
Nero

Il buio dei ricordi

Danza lento nella stanza

Solitario parolaio
Fra le donne, il vino e le parole
Mille dette, mille perse, mille scritte
Parole leggere
Parole pesanti
Parole erranti
Fra mille donne passanti
Donne leggere
Donne danzanti
Donne volanti

Hai lasciato i pendenti
Son caduti i monili
Andati via gli anelli

Hai ripreso a danzare
Lentamente
Sulla terra.


lunedì, ottobre 3

Caffè

Attimi
Leggeri

Gocce
di pensieri
cadono leggere

precipitano
solitarie
su rocce
di memoria

barriera
sordo muta
fra un oggi
ormai mutato
e un ieri
che ho scordato

trascino il mio fardello
io, uomo solitario

immagino un domani
che, forse, mai avrò
con me un dolce sguardo
amico, della compagna
che non ho

trabocca
il caffè
che io bevo
solitario
aspettando di usare
le mie tazzine
colorate
con una mia lei
che colori
i miei sguardi
con carezze
con dei sogni
con dei baci
tutti i giorni


lunedì, settembre 19

La Fine Delle Parole


e arriva il giorno in cui
finiscono le parole

scivolano via leggere
come acqua sulle rocce

e si portano via
tutte le domande
tutte le risposte
tutti quei perché
maturati dentro te

va tutto via
i ricordi
le passioni
i dolci pensieri
e le emozioni

e arriva il giorno in cui
tutto
vale niente

inaspettatamente

tutto vale niente

definitivamente

e arriva il giorno in cui
un sorriso
diventa come tanti altri

e arriva il giorno in cui
quel bacio non è più così importante
e quel sorriso non vale più niente

e arriva il giorno in cui
le parole sono solo palline di carta
dimenticate
in un vecchio cestino sporco

e arriva il giorno in cui
una sola parola rimane
nel silenzio
di una piccola stanza vuota

e arriva il giorno in cui
si dice
solamente

Addio



mercoledì, settembre 14

Briciole

Sminuzzo briciole...
piccole briciole di pane secco
su cui, diligentemente Io...
Io ritaglio bordini di serietà
...serietà spicciola e stantia.
serietà scontata su vecchi scaffali arrugginiti...
 
copioni già vissuti
parti scontate
attori sudati e stanchi
li ritaglio attentamente,
per nascondere la solitudine di mobili pieni di panni...
sporchi, logori...obsoleti e scoloriti
 
La farsa di quei brevi istanti si polverizza
dietro quell'incolmabile distanza...
fatta di torri arroccate dietro a mille rimorsi

trappole di tempo ignobile
che rosicchiano il presente
 
cucchiai bui,
mezzo pieni,
mezzo vuoti
...mezzi cucchiai

gocce di tempo trasudano da idee stantie
vite mai vissute

trappole per poveri infermi
 
gomme forate
quadri storti
finti vestiti di marca
e scarpe vecchie...
uova sode sugli scaffali
e vino caldo in bicchieri di plastica...
 
siamo alla frutta!
 
non voglio mele vecchie e bacate,
tantomeno prugne secche o... 
stanchezza nel viso
polvere sui sorrisi
piedi stanchi
parvenza di perbenismo
tacchi alti spuntati
bollicine di sogni
ricordi di altri
mozziconi di sigaretta
denti bianchi
lunga vita e parole inutili

riavvolgo il nastro
rivedo tutto
 
muto
 
leggermente più veloce
senza audio
passi incerti,
stanchi
storti
indecisi
doloranti
e goffi
sbriciolo l'ultimo istante di certezza
sul tavolo della fantasia
e
leggero,
leggero,
scappo via














domenica, luglio 31

Quello che ora io sto facendo

Ho intravisto una linea sottile
La dove tutto doveva finire

La dove tutto è cominciato
Ho visto un sentiero
...Inaspettato.

Ho cominciato
La dove ho lasciato
Ricucendo pian piano
Il tempo strappato

Lento a capire
Dovevo dormire
Dovevo mangiare
Dovevo sognare

Briciole di pane,
Sul davanzale

Stracci logori,
Ormai da buttare

Ansia d'amore
Paura d'amare
Ingordigia da mascherare

L'ansia volgare del possedere
Di tutti coloro incapaci di dare
E si nasconde l’ uomo bambino
Urlando Mamma in un angolino.

Angoli acuti
Creano distanze
Aumentano silenzi
Chiudono danze

Non posso andare a cena da solo
Non posso ridere per decoro
Non posso inventare il mio passato
Non posso chiedere di essere amato
Non posso essere rispettato

Non posso, non posso, non posso

Se non mostrando il vero me stesso


…ed è quello che ora io sto facendo.

















sabato, luglio 16

Pecora Bianca

Pecora Bianca
Andata via
 
Pecora Bianca
Ritornata

Ritornata per dire Addio

Andata via dicendo... ritorno
Sei ritornata per dire... addio

Hai fatto il tuo tempo
ora puoi andare
non c’è bisogno di salutare

Non potrai più ritornare

Non c’è più il ricordo
Non c’è più il presente
Non ci sono più varchi
...nella mia mente

i sogni sono miei
...ed anche i ricordi

...i momenti
sono quelli presenti
sono quelli di chi
si sveglia un bel di

e decide di andare
...andare avanti
vivendo i giorni
quelli presenti

vivendo il momento
come un bambino
stupendosi di tutto
nel suo cammino

senza voltarsi
senza aspettare
senza chiedere
senza pensare

senza lasciare
nel suo cammino
le orme che dicono
del suo destino















sabato, luglio 2

Notte

mi sono svegliato all'improvviso
intagliato fra le spire di nessuna ragione
intrappolato fra gli angoli di 2 sogni inutili
scappando da tutti gli ieri della mia vita
correndo incontro a domani di gommapiuma e ceralacca
strappando sottili strisce di carta bianca
dai bordi logori di fazzoletti usati
recuperando ignobili nubi di polvere
da sotto tutti i letti in cui ho dormito
cercando di cambiare le lenzuola
da tutti i letti in cui ho dormito

lentamente annaspo nel buio profondo
carico di respiri della notte
mentre i sogni ignorano i miei pensieri
mi allungo per trovare la luce
sono un piccolo geco sulle pareti
di questa stanza sconosciuta
persa nella notte
in un ovunque assoluto
in un ovunque relativo

mi fermo immobile e odoro l'aria

è calda e umida

cammino incerto e trovo una finestra
che apro sul mondo
mentre l’aria fresca della notte
pervade le mie narici

sono notte
sono stanco
sono solo
sono luce nella stanza
mi ritrovo

volo nella notte
e nel sonno
attraverso la pineta
attraverso il mare
volo radente e sicuro

rincorrendo ricordi lisi e umidi
la brezza del male ripulisce la mia mente
il profumo dei pini la riordina
sono vento leggero sul terreno
sono aria fresca che entra dalla finestra
in una afosa notte d'estate
sono libero
rientro nella stanza
rientro nel letto

buonanotte



domenica, giugno 26

Dormi...

Il sole sorge fra i mie cuscini
stamattina

Il sole sorge fra i tuoi capelli
stamattina

Oro nel mio letto

Il tuo sorriso illumina il mio viso
mentre ti giri lentamente

Dormi...

Accarezzo lentamente la tua schiena
inseguendo il suo profilo
dall’alto verso il basso
e torno indietro
dolcemente
senza fare rumore
trattengo il respiro
mentre mi emoziono...

Dormi...

Il sole illumina il lato del tuo viso
l'orecchio imprigiona
piccoli ciuffi d’oro
mentre io sogno
ad occhi aperti
la tua bellezza...

Se sei un sogno
non voglio svegliarmi
...mai più

Se sei vera
non voglio addormentarmi
...mai più

Dormi...

...gioco coi tuoi capelli
mentre immagino

...gioco con la tua pelle
mentre sogno

viaggio sul tuo corpo
leggero e silenzioso
coprendolo di piccoli baci

Dormi...

...e io ti guardo


domenica, giugno 12

Breve Sogno


Io non so più chi sono, esattamente... forse lo saprò domani
Oggi cerco di imparare dal mio futuro, il passato lo sto cancellando con una spugna di cristallo
 
Sto sognando sentieri verdi incontaminati
Sto lottando con la mia mente
Ma non la aiuto, deve imparare a farlo da sola
Sono sempre altrove
 
Viaggio leggero, pesante, stanco e carico di energia
Sono una nuvola verde rame carica di foglie di felce e girasoli rossi
 
Mangio lentamente e poco, talvolta molto e in fretta
Amo il buio e mi ci perdo
Amo la luce e ci volo dentro
Sono un Gatto senza tempo
Sono un topo che cammina sui tetti
E dai tetti volo come un Gabbiano e guardo il mondo che corre
 
Guardo e sogno e dipingo angoli
Li dipingo di mille colori
E poi li ridipingo con i miei sogni matti
 
E tutti matti come gatti
A urlare sopra i tetti
A Scivolare verso il mare
A sognare di amare
Perché poi vogliamo amare
Perché amare non vogliamo più
Perché non lo so Io
Perché non lo sai nemmeno Tu
 
Tutto Blu
Pochino Verde
Che cola fra le onde
Onde Bionde
Onde Nere
Onde Rosse
Onde Vere
Onde mai sincere
Che ti prendono
Che ti lasciano
Che ti fasciano
Che vanno via

Sempre

Mai

Adesso

Blu Profondo
Diventa Nero se vai giù
Diventa Azzurro se vai su
Adesso non c'è più


Da Quando Nì è Là

Ho inseguito il tuo sguardo, ieri.
Mentre ero seduto seguivo i tuoi passi, ieri.
Quanto eri bella, ieri... oggi... domani.
Bella, sei bella... tanto...
Mi piaci e lo sai...
L’hai capito, ieri?
Lo sapevi già, chissà...
Hai abbassato lo sguardo, ieri
mentre andavo via, perché?
Mi hai guardato pochino triste, ieri... perché?
Perché non corri da me, oggi... Domani?
Ti sogno, lo sai?
Ti sogno fra le mie braccia, sai?
Mi fa male, sai... sapere che mai verrai, dai...
Guardavo i tuoi piedi, sai?
Guardavo le tue mani, sai?
Che belli i tuoi capelli...
Ricordo quando erano lunghi, sai?
Ricordo ogni istante di te...
Lo porto dentro di me...
Ma non ho mai osato, sai?
Mai oserò, e lo sai!
Verrai..
Verrai da me?
Chissà...


sabato, giugno 11

Il Menestrello....

Il vortice sta rallentando
ci stiamo staccando
trasportati come foglie
... dal vento
per tutto questo tempo.

Ora siamo liberi di andare
non possiam più rimanere

il menestrello ha smesso di giocare.

Senza sapere dove
senza sapere quando
ognuno di noi
ormai
sta andando

...andando via
ad ognuno la sua via
ad ognuno la sua vita.

é stato un lungo carosello
che ci ha fatto divertire
che ci ha fatto piangere
che ci ha fatto impazzire

giocare
ridere
penare

senza sapere

che era tutto un gioco
di un menestrello
un poco loco
che si è messo a danzare
che si è messo a giocare
che si è voluto divertire
ad inseguire i nostri giorni
...a farli incrociare
...a farli allontanare
...a farli avvicinare

...si era dimenticato...
di quel gioco ormai lanciato
... si era messo a passeggiare
... ha iniziato anche lui a girare...

si è svegliato una mattina
...si è ricordato...
...ha capito...
...
...si adesso ha capito
...



lunedì, giugno 6

Don Chisciotte della Mancia

Ti ho vestito addosso un abito che non era tuo
non l'ho fatto apposta, ma l'ho fatto.
Sarà stata la paura... no,  forse un poco di egoismo.
O forse tanta, tanta stanchezza, come una brezza leggera nei pomeriggi assolati.
Ti ho vestita come piaceva a me!
Ho ricamato sogni, ho immaginato i tuoi pensieri, ieri...
L’ho fatto forse perché ero stanco, stanco di cercare
...ho preferito mentire, giocare con la mente, adagiarmi lentamente
su di un piccolo pensiero, che il bianco fosse nero... oppure, non lo so
forse solo che tu fossi, nel carattere e nei sogni, una donna adatta a me.
Ho trovato tutto ciò che non c’era, e nel vederlo son stato bravo...
Son stato bravo a trovare affinità, a trovare dei legami, a trovare chissà ché...
A trovare alcunché che mi avvicinasse a te, soprattutto quello che non c’é
Quello che non c’é mai stato e mai ci sarà...
Ora che son qua, e mi guardo da lontano, rivedo negli istanti, come in piccoli frammenti
quel mio assurdo incespicare, arrampicarmi e lottare, come fece Don Chisciotte della Mancia.
Dulcinea era un nome, era un sogno, una passione...era il nome dell’amore, ma era quello e nulla più.
Era un nome senza volto, era solo un ideale, era solo il sogno di un uomo, che voleva amare.
Adesso vado, ormai è ora di riprendere il cammino...
Sono stanco, pochino
Ma libero di andare
...finalmente
è stato un bel viaggio, sai...






Illustrazione Gustave Doré





















venerdì, giugno 3

Ho sognato stanotte

Ho sognato stanotte

Ho sognato le tue labbra
che accarezzavano il mio viso

Ho sognato Il tuo respiro
come brezza tiepida sul mio viso

Piccole parole dolci
Inumidivano i miei occhi

Sentivo le tue mani sulle mie
Leggere come seta
...le tue mani
accarezzavano il mio viso

Ho chiuso gli occhi un istante
Per conservare l'immagine
E rapire il tuo profumo

sento ancora le tue labbra sulle mie
sento ancora le tue mani su di me
sento ancora il tuo respiro...

Son volato sui tetti
Ho inseguito i gatti
Ho sentito il tuo respiro
Ho sentito il tuo profumo
Ho sentito il tuo calore fra le coperte
Ho sentito ancora le tue dolci parole

mormorarmi dolcemente

...nuvolette di parole
leggere leggere

le ho inseguite, nei miei sogni
le ho inseguite, nei ricordi
le ho inseguite

le ho inseguite

...le ho inseguite...



giovedì, giugno 2

Primavera...

sottile nastro colorato
di raso
teso
fra il tuo sorriso
ed il mio
gli occhi cercano i particolari
inseguo le tue mani
curioso dei tuoi giorni
...tu curiosa dei miei
danziamo leggeri
fra mille parole
dette per non andare via
dette per restare ancora un po
lasciate libere di raccontare
perché è bello farsi scoprire
da chi vuole essere scoperto
è bello conoscersi lentamente
ammirando dolcemente una rosa sbocciare al mattino
fra gocce fresche di rugiada,
...sboccia delicatamente...
ignara del tempo aspetta che una farfalla si posi
e le racconti che è di nuovo primavera
perché sarà di nuovo primavera
forse domani
nei i tuoi occhi
fra i miei sospiri
fra tutti i colori
...e tutti i sogni
fra le dolcezze trattenute adesso
fra le carezze nascoste adesso
domani liberate
non più domate
perché forse domani balleremo
si, forse balleremo domani
con le nostre mani
lentamente, dolcemente...
scoprendo nuovi sorrisi
fra di noi
dentro noi
solo per noi

mentre proprio ieri il mio sguardo si perdeva
su quella ciocca vicino al tuo orecchio
la mia mente giocava... immaginando di scostarla leggermente
accarezzandoti il collo, sentendo il tuo profumo...
oggi ricordavo il tuo sorriso, immaginandoti affianco a me
mentre guidando ti raccontavo
con mille boccioli di parole
che ero felice di averti vicino
... ma questo sarà domani
ciao

Breve ricordo

Sono scivolato via lentamente
Dicendo
Ti amo
Dicendo
Addio
Scivolando lentamente lontano
Addio
Ti amo

Addio
Ti amo
Lontano
Adesso sono lontano
Per non tornare mai piu
Piccoli stracci
Non laveranno mai
Via
Le piccole tristezze
Accumulate
Sugli angoli
Dei nostri tristi profili
Innocenza!
Piccoli stracci
Non laveranno mai
I dolci sorrisi
Le piccole carezze
I baci
Non esiste
Buio!
Negli occhi
Solitudine!
Negli sguardi
Attimi cristallizzati
Zolle di terra nera
Copriranno i ricordi
Non li cancelleranno mai
Cresceranno fiori
Come bei ricordi
Bagnati da lacrime
Leggere
Di sorrisi
Di ricordi
Attimi
Spenti
Dalle lacrime
Gocciolate
Giu
Sui nostri visi


domenica, maggio 29

Vortici

Incontro Luca al bar Siviglia, Mercedes è stanca, rimane a casa, approfitto della serata libera per scambiare 2 chiacchiere col mio caro amico… Luca è piuttosto loquace stasera, parla della sua teoria dei vortici, lo ascolto attentamente.
- Cesare, i vortici nascono da piccoli pensieri che prendono forma nella nostra mente a causa del gioco degli specchi. Tempo fa attraversai un momento di leggera depressione, avevo bisogno di stare solo, non tutto andava bene, volevo riprendere il contatto con me stesso, con la mia vita, sentivo che mi stava sfuggendo tutto dalle mani, in poche parole stavo perdendo il controllo della mia vita.
- Ricordo, ci incontrammo e intuii qualcosa del genere, circa una settimana dopo che Mercedes partì.
- Giusto… Invece, un mio caro amico, che vedo quasi tutti i giorni, interpreta male il mio atteggiamento, immagina che io ce l’abbia con lui, incomincia a rimuginare, una piccola idea, come una piccolissima vite, gli si annida nel cervello e cresce lentamente… Comincia a vedere in ogni mio atteggiamento qualcosa contro di lui, incomincia a farmi strane domande, lo incontro in luoghi impensati, fa battutine incomprensibili… Inizialmente non ci faccio caso, non ci bado più di tanto, ma alla prima sfuriata, mi allarmo pochino, ma sbaglio, penso che lui sia stressato per chissà cosa, non immagino che ce l’abbia con me! Passano i giorni, ed io rimugino sui miei problemi, quando una mattina mi chiama dicendomi che ha urgenza di parlarmi… Gli dico di venire a casa per un caffè… Esplode dopo poche parole, mi fa accuse impossibili, arrivo quasi a temere che possa arrivare alle mani… il vortice ha preso forma. Riesco a calmarlo, parliamo, anzi parla, mi racconta di questi ultimi mesi di incessante frustrazione, un crescendo di angoscia e ansia generati dal mio comportamento… Qualsiasi mio gesto, quel mio defilarmi in cerca di silenzio, di riposo, di svago, era visto come un azione contro di lui, come che io, dalla mattina alla sera, stessi evitandolo, ingannandolo, parlando male di lui con gli altri, deridendolo, offendendolo, raggirandolo. Mentre io, ignaro di tutto, continuavo la mia battaglia personale contro quel momento di crisi, lui si struggeva prigioniero di un assurdo vortice di casualità che facevano apparire me come un carnefice e lui come un amico tradito, deriso e abbandonato, senza nessuna spiegazione plausibile. In questi casi, anche i più piccoli gesti insignificanti si caricano negativamente. Ti faccio un piccolo esempio: immagina che io, dopo una notte trascorsa in preda al vortice, ti chiamo per un caffè e tu mi dici di no, che sei impegnato, esco e ti incontro al bar… può succedere, magari semplicemente incontri un amico di fronte al bar che ti offre un caffè, nulla di strano, se non fosse che io sono dentro al vortice, nel centro del vortice, tutto gira intorno a me, ed io nel centro giro molto più velocemente di tutto il resto!
- Ma che centrano gli specchi, in tutto ciò?.
- Gli specchi… noi siamo portati a interpretare i comportamenti degli altri in base ai nostri. Hai mai sentito parlare di quei famosi investigatori che si calano tanto nella parte del serial killer, che poi alla fine diventano matti, o di quegli attori che per interpretare un personaggio vivono in tutto e per tutto come lui? Ecco, per capire qualcuno veramente devi diventare lui, non puoi limitarti a interpretare i suoi gesti con le tue ragioni, non ci azzeccherai mai. Bisogna rompere gli specchi, dobbiamo smetterla di specchiarci negli altri per capirli, dobbiamo vivere gli altri per quello che sono, accettarli nella loro interezza. Rinunciare alla superba ambizione di capire gli altri.
Ti faccio un altro esempio: un mio lungo silenzio non sarà mai motivato allo stesso modo del tuo. Io magari sto zitto intrappolato in un ricordo, in un pensiero, in un attimo di realtà delirante, tu stai zitto perché non sai che dire e preferisci tacere, oppure solo perché non hai voglia di parlare, o perché ti piace ascoltare o chissà mai perché. Immagina: io penso che tu stia zitto perché vuoi silenzio, magari ho voglia di parlare, ma taccio per rispetto; tu stai zitto, invece, perché vuoi ascoltare qualche mio discorso strampalato, perché hai bisogno di distrarti… e tacci in attesa che io cominci… Questo è un esempio fra i più banali, ma anche più diffusi al mondo. Fatti come questo provoca incomprensioni, liti, rotture fra coppie, fra parenti… persino delitti.
Pensa al classico tipo qualunque, tranquillo, silenzioso, che una mattina si sveglia e fa fuori i vicini e poi dichiara di averli uccisi perché lo odiavano, lo perseguitavano o chissà che, mentre, magari, quei poveretti non sapevano nemmeno il suo nome.
Quotidianità delirante, costruiamo castelli di sabbia sull’acqua…

mercoledì, maggio 25

Mercedes

Accosto la macchina, la guardo... i suoi occhi neri... piccole pagliuzze d’oro brillano nel nero dei suoi occhi, la bacio lentamente, assaporando la morbidezza umida delle sue labbra, il suo respiro caldo è leggermente affannato, profuma di cannella e sonno, la sua lingua si muove lentamente, mi assapora, mentre io assaporo lei... scivolo sulla guancia e poi più giù... mi rifugio dietro il suo orecchio sinistro spostando quei capelli lisci e corti e ripenso ai suoi dolci boccoli neri che mi dondolavano sopra il viso mentre il suo sguardo affondava nei miei occhi spalancati ad ammirare il miracolo del suo dolce amore selvaggio e rauco... la sua nuca è leggermente umida e io mi attardo con le mie labbra cercando le più piccole gocce di sudore... perdo il senno mentre bacio la sua nuca... la avvolgo con le mie braccia mentre scavalco e mi inginocchio di fronte a lei... scorrono le note di Besame Mucho di Cesaria Evoria mentre lei mi accoglie con un lungo sospiro caldo e umido... quanti mesi trascorsi attendendo questo momento...momento sospeso fra il sogno e la veglia... ogni notte ti ho sognata, amata, baciata, accarezzata... ogni notte sono morto e rinato fra le tue gambe... sognando di amarti come ora... stringimi forte, amore mio, stringimi e non lasciarmi andare via... stringimi mentre ti invado con la mia passione folle, mentre tu mi accogli nel calore del tuo splendido corpo nato per amarmi... corro e ti bacio, ti lecco, ti odoro e piango e rido e ti amo e ti tocco... le mie mani impazziscono sulla tua morbida pelle vellutata, soffice e tesa... mani impazzite e affamate come la mia bocca che cerca il tuo sapore in ogni centimetro della tua pelle... quanto sei buona, quanto sei bella... mi accogli completamente, senza pensieri, senza paura, senza... mi accogli e io volo sopra i tuoi giorni e sopra i miei lunghi anni, dimenticando il mio folle incespicare, fra la notte e il giorno... e volo radente su questi minuti infiniti di passione conservata nei sogni più profondi, nei sogni più dolorosi e folli che mi facevano svegliare tremante e sudato... Amore mio quanto mi sei mancata... quanto, quanto, quanto... Apriamo gli occhi, sorridi sei timida e io lo so e copro il tuo viso con piccolissimi baci silenziosi mentre tu, immobile sorridi silenziosa e finalmente felice…
< Abbiamo accarezzato il cielo, amore mio... con i nostri baci e le nostre carezze abbiamo riscaldato il mondo, con il nostro respiro abbiamo rapito il vento e scosso le cime degli alberi e il sole si è nascosto... Ti amo, amore mio, splendida stella scesa sulla terra ad illuminare la mia vita, a riscaldare le mie notti, a ridestare il mio sorriso, a... ad amarmi.>
Arriviamo a casa, lei si guarda intorno, sorride... si spoglia e mi guarda, sento i miei occhi brillare alla sua vista, piccole lacrime scappano inarrestabili, incontrollabili... un fiume straripa dai miei occhi, mesi di solitudine e angoscia e incubi e notti insonni si scaricano e scivolano via con quelle lacrime... mi svuoto, svuoto tutto, mi libero da quella morsa che per mesi ha attanagliato il mio petto... Mercedes bentornata... mi stringe forte a se, la bagno, la inondo di lacrime, le bagno i capelli, le spalle, il petto...mi spoglio, piango, facciamo l’amore sul mio letto nuovo, lenzuola pulite che io bagno con le mie lacrime, lenzuola che bagnamo con il nostro sudore, con il nostro amore... Dormiamo, mangiamo e facciamo l’amore... perdiamo la cognizione del tempo, del mondo, siamo due particelle d’amore disperse nell’universo di quelle nuove lenzuola, mai usate prima... verde e arancione... raggi di sole e raggi di luna danzano per noi con il passare delle ore, si danno il cambio dalle mie finestre, salutando il nostro amore ritrovato.
Rinasciamo dopo tanto tempo... il suono del cellulare è bene accolto quando si è sereni, cullati dalla dolce debolezza dell’amore, avvolti dal profumo dei nostri corpi tiepidi e umidi.



mercoledì, maggio 18

Per Te...

E la vita continua, scivola lenta mentre io mi rinchiudo dentro me stesso.
Isolotto solitario e disadorno, fra scogliere di incertezze e spiagge di desideri.
Dubbi, dubbi uggiosi rivestono le mie serate.
Rimpicciolisco... divento un animaletto notturno.
Buio e silenzio mi circondano.
Adesso sono solo, guardo me stesso riflesso su quello specchio senza età ne colore.
Io nudo di fronte allo specchio che fisso i miei occhi tristi e lucidi.
Io che cerco di capire perché arriverà domani.
Io che urlo la mia paura nel buio della mia stanza, trafitto da mille e mille boccioli di solitudine.
Mille boccioli intrisi di piccole gocce di passione e lacrime.
Mille gocce di folle rugiada del cuore, quella che gocciola, leggera, leggera negli attimi più dolci, negli istanti supremi, trasuda dai baci più dolci, fra le lenzuola, nei vicoli stretti, sui cuscini caldi, nel caffè della mattina, nei pomeriggi assolati, fra un arrivederci e un non lo so, racchiusi negli occhi socchiusi che aspettano un bacio, sospirato, un bacio inatteso, un bacio rubato, un bacio sospeso fra due parole, che parlavano di amore, che parlavano del cuore, del cuore che arde, dal mattino alla sera, aspettando un sorriso, aspettando la sera, la penombra che arriva e che porta un sorriso, una carezza, un bacio... definitivo.
Non coglieò il tuo sorriso, stanotte. Aspetterò...
Se lo facessi stanotte, finirebbe domani.
Ho voglia di conoscerti, di assaporarti lentamente in ogni tuo gesto, in ogni tuo attimo, osservarti, mentre non sai di esserlo, conquistarti per averti mia.
Non voglio una notte, voglio tutte le tue notti, e tutti i tuoi giorni, i tuoi sorrisi e le tue lacrime, i tuoi sogni, e le tue bugie, i tuoi ricordi, le tue carezze...
Ti voglio, ti voglio mia, tutta, incondizionatamente.



domenica, maggio 15

Note Sparse Disperse Ritrovate

Passano rapidi
Passano lenti
Alcuni seri
Altri contenti

Passano in tanti
Guardando avanti
Lasciando briciole
Di giorni passati

Che io coloro

E poi abbandono

Rimangono macchie

Fra le mie dita
Sopra i miei giorni
Fra i tanti anni.

Sopra balconi
Dietro finestre
Sopra portoni.
____________________
Pagliuzze colorate
Brillano qua e la
La luna le colora

Brividi leggeri
Pelle d'oca
Profumo

Anice gelata
Sigarette mai spente
Briciole di ricordi
che i piccioni beccheranno

Lento andare dei giorni
Sogni confusi e noiosi
Spezzo il pazzo carosello
Salto avanti e brucio i tempi
Cado e mi rialzo.
Son cambiato
E non mi ero accorto
______________________






venerdì, maggio 6

Parlavamo, l'altra notte...

Parlavamo, l'altra notte, ricordi? 
Ricordi di un anno fa, o giù di li, parlavamo di nuvole, sogni, lacrime e sorrisi. Parole sussurrate, fra lacrime e incertezze, nella penombra silenziosa...
Ti raccontavo di me, mi raccontavi di te.
Non è stato facile spiegare cosa mi successe allora, così te lo scrivo qui, ti scrivo il mio viaggio di questo anno appena passato, a cavallo di due estati... così, a modo mio... ciao.


quando ho capito sono fuggito
quando ho realizzato, il mio essere stato
quando finalmente ho liberato la mia mente

tu... eri andata via

prigioniero di quell’attimo di dolore
brancolavo nel buio della ragione
fingendo sfrontatezza, respingevo la tristezza
fingendo, fingendo, mentendo, burlandomi della vita
nascondevo me stesso al mondo

sono risalito lentamente, cercando i tuoi occhi, fra la gente
sono risalito lentamente, cercando me stesso, fra la gente
sono risalito lentamente, camminando fra la gente
sono risalito lentamente, liberando la mia mente
sono risalito lentamente, sentendo il tuo dolore
sono risalito lentamente, sentendo il tuo amore,

nascosto fra le righe, per non soffrire
nascosto fra le righe, per non lasciarlo morire
nascosto fra le righe, per non farlo fuggire

Ti aspetto... e lo sai.
Aspetto che torni, so che lo farai.
Rispetto e aspetto
Sto bene adesso, lo sai?

Aspetto e ti penso...
Non dirmi che fai, non dirmi che tornerai

Adesso cammini, lontana da me
Adesso ti muovi, senza di me

Voglio che vai, ho voluto che andassi
Ti ho fatto andare, perché tu tornassi

Non tornerai? io aspetterò
Tornerai? ti accoglierò

Amore che torni
o mai tornerai

Nulla è sprecato se io l’ho sognato
desiderato
dipinto nei sogni
aspettato
scavato nel cuore
inciso l’amore
a lettere grandi
fra le pagine
dei miei giorni






lunedì, aprile 25

Besame Mucho

La sua bellezza rapisce i miei pensieri,
distrae la mia ragione,
scivola sul mio viso lasciando un sottile profumo
Cannella, menta e muschio bianco.

Fine e leggero profilo profumato e dolce.
Strappo la ragazzina che è in lei, dal profondo della sua anima.
Sepolta da anni e anni di lacrime negate, trattenute in fondo a quei due meravigliosi occhi...
mi ci tuffo come un gatto nel sacco,
affondo dentro quelle lacrime disperdendole in un piccolo sogno allegro e spensierato.

Besame, besame mucho... sussurro gentilmente, accarezzandole dolcemente con le labbra l'immensità profumata di quell'incredibile angolo di paradiso racchiuso dietro il suo orecchio fra quei ciuffi biondo cenere, morbidi, dietro quella nuca calda, pochino sudata, dall'emozione del momento...

Momento pazzo, saltello intatto e raccatto i suoi sogni e li porto dentro ai miei... 

Ieri e domani sono oggi, fra le pagine di una poesia cantata lentamente...
Dispersa nobilmente fra le note un poco lente di quella canzone che parla del cuore, dell'amore e dei sogni... Besame, besame mucho, como si fuera esta noche la ultima ves... vivendo tutto come se fosse l'ultima volta... 


mercoledì, aprile 20

Rotolano

rotolano i ricordi di baci e carezze
parole gocciolano sui bordi
sogni sconci e bugiardi
notti di veglia
e giorni lunghi e silenziosi
coronano questo incontro.
Parole senza senso guarniscono,
farciscono due scarpe colorate
rovesciate ai bordi del mio letto
rifaccio il letto con lenzuola nuove, bianche
non rifaccio
manco
scivolo
evito
di fare quello che dovrei...
l’attimo giusto
quello per dire arrivederci
anzi addio
ci provo e cado
ci provo e
incontro un orizzonte di nostalgia
e utopia, verde come un prato
azzurra come il mare
nera come la mia memoria
rossa come l’orizzonte al tramonto
silenzioso telefono
cancella ricordi stolti
ho finito le parole
e le lacrime non ci sono mai state

solitudine e falsa gratitudine

attimi mai vissuti
e parvenza di colpa
arrotolatisi alle mie caviglie
rallentano
ostacolano
bruciano

mentre la musica scivola
graffiando i muri del non sarò mai
mi allontano silenzioso

la partita è finita

...io ricomincio da capo



sabato, aprile 16

L'importanza del silenzio....

L'importanza del silenzio....

Assoluto

Ascoltare e aspettare
Attendere
Rispettare

Tutto matura, cresce, sviluppa.
Esplode...
Si rompe e divaga
Si espande e trabocca
Spacca taglia invade
Bollicine sorde
Bollicine
affogate
nella nebbia.
Trapelano angoli di solitudine
Moltitudini di malinconia

dall'Australia al Brasile
fra la Spagna e il Portogallo.
...l'Italia.

Crescendo, lentamente
Imparando... Malamente
Lacrime e sorrisi

Piano piano
Velocemente
La mente
Mente

Il cuore
Bara

Bara,
..Seppellisci
Nascondi
Tradisci

Il dolore
Provato

Il rancore,
Ostentato
Le lacrime nascoste
I sogni sepolti

Le bugie per gli amici
Il sorriso ai nemici
Le notti, dolenti.
I sogni, spenti
I ...?
 Tutto distrutto...
Cancellato...
... Lo butto?

Magari mi nascondo
... Mento?
...confondo..
Mischio le carte
Rimischio e confondo.

Ma, in fondo...
In fondo, in fondo...
Quanto...?
Quanto sono stato male?
E, quanto nascondo...
...ssss...
Predatore malato di animi tristi
Quanto ti nascondi
Quanto ti travesti
Quanto mescoli "animi tristi"
Ne approfitti
Ti travesti
Li inganni
Li tradisci
Li diluisci
Li sfoltisci
Li trafughi
e... tramortisci

Ne esci...?...!...?

Sicuro? ... che ne esci?

Strascichi pesanti
Come abiti da sposa bagnati di lacrime.
Lasci?
Pizzo bianco
Sorriso tenero...
Maledette bolle in superficie!