giovedì, dicembre 15

Io

Estendo i bordi
dell'infinito...
li allungo

incessantemente

mentre loro,

inermi,

mi guardano
con occhi stupiti.

Artefice di questo assurdo gioco
spio
dal ponte
sulla collina
le ombre
impossibili
che i miei
stupidi
falsi
alibi
hanno tracciato sulle tue
splendide gambe.

Trampoiliere ubriaco
trafitto da
orgoglio
vergogna
barcollo
sui bordi rigidi
di generazioni
di menestrelli
bari
giullari
cartari
e buffoni...

mentre aspetto
paziente
che sorga
nuovamente
il sole...

e aspetto, paziente

ora che ho capito,
che non avevo capito niente...

mentre vagavo fra la gente
infinitamente
lentamente
velocemente
stupidamente
scordavo
chi fossi io
veramente...

riprendo a giocare
lentamente
diligentemente
attentamente
volutamente
adesso

IO!



1 commento:

Anonimo ha detto...

intitolare una poesia"io" e concluderla con"io"può portare a credere che pecchi di egolatria
quasi anonima