domenica, maggio 29

Vortici

Incontro Luca al bar Siviglia, Mercedes è stanca, rimane a casa, approfitto della serata libera per scambiare 2 chiacchiere col mio caro amico… Luca è piuttosto loquace stasera, parla della sua teoria dei vortici, lo ascolto attentamente.
- Cesare, i vortici nascono da piccoli pensieri che prendono forma nella nostra mente a causa del gioco degli specchi. Tempo fa attraversai un momento di leggera depressione, avevo bisogno di stare solo, non tutto andava bene, volevo riprendere il contatto con me stesso, con la mia vita, sentivo che mi stava sfuggendo tutto dalle mani, in poche parole stavo perdendo il controllo della mia vita.
- Ricordo, ci incontrammo e intuii qualcosa del genere, circa una settimana dopo che Mercedes partì.
- Giusto… Invece, un mio caro amico, che vedo quasi tutti i giorni, interpreta male il mio atteggiamento, immagina che io ce l’abbia con lui, incomincia a rimuginare, una piccola idea, come una piccolissima vite, gli si annida nel cervello e cresce lentamente… Comincia a vedere in ogni mio atteggiamento qualcosa contro di lui, incomincia a farmi strane domande, lo incontro in luoghi impensati, fa battutine incomprensibili… Inizialmente non ci faccio caso, non ci bado più di tanto, ma alla prima sfuriata, mi allarmo pochino, ma sbaglio, penso che lui sia stressato per chissà cosa, non immagino che ce l’abbia con me! Passano i giorni, ed io rimugino sui miei problemi, quando una mattina mi chiama dicendomi che ha urgenza di parlarmi… Gli dico di venire a casa per un caffè… Esplode dopo poche parole, mi fa accuse impossibili, arrivo quasi a temere che possa arrivare alle mani… il vortice ha preso forma. Riesco a calmarlo, parliamo, anzi parla, mi racconta di questi ultimi mesi di incessante frustrazione, un crescendo di angoscia e ansia generati dal mio comportamento… Qualsiasi mio gesto, quel mio defilarmi in cerca di silenzio, di riposo, di svago, era visto come un azione contro di lui, come che io, dalla mattina alla sera, stessi evitandolo, ingannandolo, parlando male di lui con gli altri, deridendolo, offendendolo, raggirandolo. Mentre io, ignaro di tutto, continuavo la mia battaglia personale contro quel momento di crisi, lui si struggeva prigioniero di un assurdo vortice di casualità che facevano apparire me come un carnefice e lui come un amico tradito, deriso e abbandonato, senza nessuna spiegazione plausibile. In questi casi, anche i più piccoli gesti insignificanti si caricano negativamente. Ti faccio un piccolo esempio: immagina che io, dopo una notte trascorsa in preda al vortice, ti chiamo per un caffè e tu mi dici di no, che sei impegnato, esco e ti incontro al bar… può succedere, magari semplicemente incontri un amico di fronte al bar che ti offre un caffè, nulla di strano, se non fosse che io sono dentro al vortice, nel centro del vortice, tutto gira intorno a me, ed io nel centro giro molto più velocemente di tutto il resto!
- Ma che centrano gli specchi, in tutto ciò?.
- Gli specchi… noi siamo portati a interpretare i comportamenti degli altri in base ai nostri. Hai mai sentito parlare di quei famosi investigatori che si calano tanto nella parte del serial killer, che poi alla fine diventano matti, o di quegli attori che per interpretare un personaggio vivono in tutto e per tutto come lui? Ecco, per capire qualcuno veramente devi diventare lui, non puoi limitarti a interpretare i suoi gesti con le tue ragioni, non ci azzeccherai mai. Bisogna rompere gli specchi, dobbiamo smetterla di specchiarci negli altri per capirli, dobbiamo vivere gli altri per quello che sono, accettarli nella loro interezza. Rinunciare alla superba ambizione di capire gli altri.
Ti faccio un altro esempio: un mio lungo silenzio non sarà mai motivato allo stesso modo del tuo. Io magari sto zitto intrappolato in un ricordo, in un pensiero, in un attimo di realtà delirante, tu stai zitto perché non sai che dire e preferisci tacere, oppure solo perché non hai voglia di parlare, o perché ti piace ascoltare o chissà mai perché. Immagina: io penso che tu stia zitto perché vuoi silenzio, magari ho voglia di parlare, ma taccio per rispetto; tu stai zitto, invece, perché vuoi ascoltare qualche mio discorso strampalato, perché hai bisogno di distrarti… e tacci in attesa che io cominci… Questo è un esempio fra i più banali, ma anche più diffusi al mondo. Fatti come questo provoca incomprensioni, liti, rotture fra coppie, fra parenti… persino delitti.
Pensa al classico tipo qualunque, tranquillo, silenzioso, che una mattina si sveglia e fa fuori i vicini e poi dichiara di averli uccisi perché lo odiavano, lo perseguitavano o chissà che, mentre, magari, quei poveretti non sapevano nemmeno il suo nome.
Quotidianità delirante, costruiamo castelli di sabbia sull’acqua…

mercoledì, maggio 25

Mercedes

Accosto la macchina, la guardo... i suoi occhi neri... piccole pagliuzze d’oro brillano nel nero dei suoi occhi, la bacio lentamente, assaporando la morbidezza umida delle sue labbra, il suo respiro caldo è leggermente affannato, profuma di cannella e sonno, la sua lingua si muove lentamente, mi assapora, mentre io assaporo lei... scivolo sulla guancia e poi più giù... mi rifugio dietro il suo orecchio sinistro spostando quei capelli lisci e corti e ripenso ai suoi dolci boccoli neri che mi dondolavano sopra il viso mentre il suo sguardo affondava nei miei occhi spalancati ad ammirare il miracolo del suo dolce amore selvaggio e rauco... la sua nuca è leggermente umida e io mi attardo con le mie labbra cercando le più piccole gocce di sudore... perdo il senno mentre bacio la sua nuca... la avvolgo con le mie braccia mentre scavalco e mi inginocchio di fronte a lei... scorrono le note di Besame Mucho di Cesaria Evoria mentre lei mi accoglie con un lungo sospiro caldo e umido... quanti mesi trascorsi attendendo questo momento...momento sospeso fra il sogno e la veglia... ogni notte ti ho sognata, amata, baciata, accarezzata... ogni notte sono morto e rinato fra le tue gambe... sognando di amarti come ora... stringimi forte, amore mio, stringimi e non lasciarmi andare via... stringimi mentre ti invado con la mia passione folle, mentre tu mi accogli nel calore del tuo splendido corpo nato per amarmi... corro e ti bacio, ti lecco, ti odoro e piango e rido e ti amo e ti tocco... le mie mani impazziscono sulla tua morbida pelle vellutata, soffice e tesa... mani impazzite e affamate come la mia bocca che cerca il tuo sapore in ogni centimetro della tua pelle... quanto sei buona, quanto sei bella... mi accogli completamente, senza pensieri, senza paura, senza... mi accogli e io volo sopra i tuoi giorni e sopra i miei lunghi anni, dimenticando il mio folle incespicare, fra la notte e il giorno... e volo radente su questi minuti infiniti di passione conservata nei sogni più profondi, nei sogni più dolorosi e folli che mi facevano svegliare tremante e sudato... Amore mio quanto mi sei mancata... quanto, quanto, quanto... Apriamo gli occhi, sorridi sei timida e io lo so e copro il tuo viso con piccolissimi baci silenziosi mentre tu, immobile sorridi silenziosa e finalmente felice…
< Abbiamo accarezzato il cielo, amore mio... con i nostri baci e le nostre carezze abbiamo riscaldato il mondo, con il nostro respiro abbiamo rapito il vento e scosso le cime degli alberi e il sole si è nascosto... Ti amo, amore mio, splendida stella scesa sulla terra ad illuminare la mia vita, a riscaldare le mie notti, a ridestare il mio sorriso, a... ad amarmi.>
Arriviamo a casa, lei si guarda intorno, sorride... si spoglia e mi guarda, sento i miei occhi brillare alla sua vista, piccole lacrime scappano inarrestabili, incontrollabili... un fiume straripa dai miei occhi, mesi di solitudine e angoscia e incubi e notti insonni si scaricano e scivolano via con quelle lacrime... mi svuoto, svuoto tutto, mi libero da quella morsa che per mesi ha attanagliato il mio petto... Mercedes bentornata... mi stringe forte a se, la bagno, la inondo di lacrime, le bagno i capelli, le spalle, il petto...mi spoglio, piango, facciamo l’amore sul mio letto nuovo, lenzuola pulite che io bagno con le mie lacrime, lenzuola che bagnamo con il nostro sudore, con il nostro amore... Dormiamo, mangiamo e facciamo l’amore... perdiamo la cognizione del tempo, del mondo, siamo due particelle d’amore disperse nell’universo di quelle nuove lenzuola, mai usate prima... verde e arancione... raggi di sole e raggi di luna danzano per noi con il passare delle ore, si danno il cambio dalle mie finestre, salutando il nostro amore ritrovato.
Rinasciamo dopo tanto tempo... il suono del cellulare è bene accolto quando si è sereni, cullati dalla dolce debolezza dell’amore, avvolti dal profumo dei nostri corpi tiepidi e umidi.



mercoledì, maggio 18

Per Te...

E la vita continua, scivola lenta mentre io mi rinchiudo dentro me stesso.
Isolotto solitario e disadorno, fra scogliere di incertezze e spiagge di desideri.
Dubbi, dubbi uggiosi rivestono le mie serate.
Rimpicciolisco... divento un animaletto notturno.
Buio e silenzio mi circondano.
Adesso sono solo, guardo me stesso riflesso su quello specchio senza età ne colore.
Io nudo di fronte allo specchio che fisso i miei occhi tristi e lucidi.
Io che cerco di capire perché arriverà domani.
Io che urlo la mia paura nel buio della mia stanza, trafitto da mille e mille boccioli di solitudine.
Mille boccioli intrisi di piccole gocce di passione e lacrime.
Mille gocce di folle rugiada del cuore, quella che gocciola, leggera, leggera negli attimi più dolci, negli istanti supremi, trasuda dai baci più dolci, fra le lenzuola, nei vicoli stretti, sui cuscini caldi, nel caffè della mattina, nei pomeriggi assolati, fra un arrivederci e un non lo so, racchiusi negli occhi socchiusi che aspettano un bacio, sospirato, un bacio inatteso, un bacio rubato, un bacio sospeso fra due parole, che parlavano di amore, che parlavano del cuore, del cuore che arde, dal mattino alla sera, aspettando un sorriso, aspettando la sera, la penombra che arriva e che porta un sorriso, una carezza, un bacio... definitivo.
Non coglieò il tuo sorriso, stanotte. Aspetterò...
Se lo facessi stanotte, finirebbe domani.
Ho voglia di conoscerti, di assaporarti lentamente in ogni tuo gesto, in ogni tuo attimo, osservarti, mentre non sai di esserlo, conquistarti per averti mia.
Non voglio una notte, voglio tutte le tue notti, e tutti i tuoi giorni, i tuoi sorrisi e le tue lacrime, i tuoi sogni, e le tue bugie, i tuoi ricordi, le tue carezze...
Ti voglio, ti voglio mia, tutta, incondizionatamente.



domenica, maggio 15

Note Sparse Disperse Ritrovate

Passano rapidi
Passano lenti
Alcuni seri
Altri contenti

Passano in tanti
Guardando avanti
Lasciando briciole
Di giorni passati

Che io coloro

E poi abbandono

Rimangono macchie

Fra le mie dita
Sopra i miei giorni
Fra i tanti anni.

Sopra balconi
Dietro finestre
Sopra portoni.
____________________
Pagliuzze colorate
Brillano qua e la
La luna le colora

Brividi leggeri
Pelle d'oca
Profumo

Anice gelata
Sigarette mai spente
Briciole di ricordi
che i piccioni beccheranno

Lento andare dei giorni
Sogni confusi e noiosi
Spezzo il pazzo carosello
Salto avanti e brucio i tempi
Cado e mi rialzo.
Son cambiato
E non mi ero accorto
______________________






venerdì, maggio 6

Parlavamo, l'altra notte...

Parlavamo, l'altra notte, ricordi? 
Ricordi di un anno fa, o giù di li, parlavamo di nuvole, sogni, lacrime e sorrisi. Parole sussurrate, fra lacrime e incertezze, nella penombra silenziosa...
Ti raccontavo di me, mi raccontavi di te.
Non è stato facile spiegare cosa mi successe allora, così te lo scrivo qui, ti scrivo il mio viaggio di questo anno appena passato, a cavallo di due estati... così, a modo mio... ciao.


quando ho capito sono fuggito
quando ho realizzato, il mio essere stato
quando finalmente ho liberato la mia mente

tu... eri andata via

prigioniero di quell’attimo di dolore
brancolavo nel buio della ragione
fingendo sfrontatezza, respingevo la tristezza
fingendo, fingendo, mentendo, burlandomi della vita
nascondevo me stesso al mondo

sono risalito lentamente, cercando i tuoi occhi, fra la gente
sono risalito lentamente, cercando me stesso, fra la gente
sono risalito lentamente, camminando fra la gente
sono risalito lentamente, liberando la mia mente
sono risalito lentamente, sentendo il tuo dolore
sono risalito lentamente, sentendo il tuo amore,

nascosto fra le righe, per non soffrire
nascosto fra le righe, per non lasciarlo morire
nascosto fra le righe, per non farlo fuggire

Ti aspetto... e lo sai.
Aspetto che torni, so che lo farai.
Rispetto e aspetto
Sto bene adesso, lo sai?

Aspetto e ti penso...
Non dirmi che fai, non dirmi che tornerai

Adesso cammini, lontana da me
Adesso ti muovi, senza di me

Voglio che vai, ho voluto che andassi
Ti ho fatto andare, perché tu tornassi

Non tornerai? io aspetterò
Tornerai? ti accoglierò

Amore che torni
o mai tornerai

Nulla è sprecato se io l’ho sognato
desiderato
dipinto nei sogni
aspettato
scavato nel cuore
inciso l’amore
a lettere grandi
fra le pagine
dei miei giorni